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Associazione Patologie Autoimmuni Internazionale

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Uveiti

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. L'oculista come alleato del clinico medico: le uveiti auto-immuni

 

 

Nell'immaginario collettivo l'Oftalmologo è stato spesso considerato una figura molto lontana dalla vera e propria medicina: non è raro, infatti, che il paziente sia fermamente convinto che un problema afferente alla visione possa essere risolto banalmente attraverso la prescrizione di lenti, ed ancor meno raro è trovare persone che, nonostante siano a conoscenza di condizioni cliniche di estrema gravità, abbiano in cuore la speranza di poter migliorare la propria condizione visiva attraverso l'ausilio di occhiali.

Purtroppo, pur se l'occhiale rimane il simbolo della professione medico-oculistica, vi sono delle patologie che questi non è in grado di poter risolvere.

L'oculistica moderna è assolutamente ben lungi dal poter essere paragonata a quella dei precedenti decenni: il sostrato culturale, e le recenti scoperte in campo medico, ci hanno permesso di comprendere come l'oculistica, in particolari sue branche, non possa assolutamente prescindere dalla così detta "Medicina tradizionale", e come un oftalmologo, che in particolar modo si occupa di infiammazioni del distretto oculare, abbia la reale necessità di avere forti basi culturali in materia di immunologia, microbiologia, malattie infettive e medicina interna.

Proprio le flogosi delle strutture interne oculari, in particolar modo dell'uvea, che costituisce il "letto vascolare profondo" dell'occhio, sono un ampio capitolo dell'oftalmologia che funge da anello di congiunzione tra la medicina interna e l'oculistica propriamente detta.

La complessità dell'uvea, che si estende dalle porzioni più anteriori dell'occhio fino a quelle più posteriori, ha spinto gli esperti del settore a classificare le infiammazioni secondo dei criteri anatomici che la distinguono in 3 settori:

 

  1. Uvea anteriore, che comprende iride e "pars placata" del corpo ciliare

  2. Uvea intermedia, che si estende dalla "pars plana" del corpo ciliare fino all'emergenza delle vene vorticose

  3. Uvea posteriore che viene rappresentata dalla coroide, letto vascolare profondo che anatomicamente si trova al di sotto della retina

La flogosi di questi distretti viene definita uveite, divisibile quindi in:

  1. Uveite anteriore (Ciclite, Iridociclite)

  2. Uveite intermedia (Pars planite, vasculite periferica)

  3. Uveite Posteriore (Coroidite, retinite, vasculite centrale)

Alle uveiti infettive, che quindi riconoscono una ben documentata causa di franca matrice microbiologica, vi sono le uveiti auto-immuni, che sono invece delle patologie che ancora oggi presentano una patogenesi non ancora ben codificata.

In questa grande famiglia si distinguono poi due sottogruppi: il primo presenta un esclusivo interessamento oculare, il secondo gruppo è invece caratterizzato da uveiti in corso di malattie sistemiche auto-immuni.

Ma quali possono essere i sintomi che contraddistinguono un'uveite?

In primis vi è un calo del visus che potrà essere più o meno marcato, rapido od estremamente lento nel tempo; la fotofobia, caratterizzata dall'impossibilità di poter sostenere illuminazioni anche modeste, con dolore associato allo stimolo luminoso, tipica di un coinvolgimento del segmento anteriore; altra caratteristica spesso associata alle uveiti è la comparsa di miodesopsie, corpi mobili opachi che spesso hanno un esordio rapido e sottendono un coinvolgimento vitreale.

Nella gestione del paziente internistico, le uveiti autoimmuni rivestono un ruolo di primaria importanza e costituiscono un avversario temibile che deve essere affrontato con serenità, ma con tutta la consapevolezza della sua severità: appare ragionevole avere un approccio a tali patologie di tipo multidirezionale, comprendendo il coinvolgimento dell'oftalmologo sin dalle prime battute nelle indagini di base.


Allegati:
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Fondatrice

Author Christine Gammon nata a Londra il 15/4/55 si è sposata in Italia e vive con la famiglia in Abruzzo. Nel 1995 fece parte del Comitato per i malati di S.M. e nel 96 fondò Apai. Ottenne il Decreto Legge nel mese di Dicembre 98 a favore dei malati per poter usufruire dei farmaci anche senza specifiche indicazioni (tipo interferone …)