Il filo conduttore:
Che cosa condividono le malattie autoimmuni
Che cosa significa autoimmunità?
Che cosa intendiamo per autoimmunità e malattie autoimmuni? Abbiamo sentito tutti parlare di "immunità" da quando l'AIDS è diventata una malattia così importante. Immunità significa essenzialmente resistenza alle malattie. Possiamo acquisire immunità sia in seguito all'esposizione naturale alla malattia sia artificialmente, ad esempio con la vaccinazione. Di solito parlando di immunità ci riferiamo alle malattie infettive, in cui l'immunità si acquisisce contraendo la malattia. Se abbiamo avuto gli orecchioni da bambini, sappiamo che non siamo soggetti ad un secondo episodio di orecchioni. Diciamo quindi che siamo immuni agli orecchioni o al morbillo o alla varicella. D'altro canto, se siamo stati vaccinati o immunizzati, acquisiamo immunità per mezzi artificiali. I bambini vengono vaccinati contro la poliomelite, la difterite e il tetano. All´inizio, l' immunità veniva interpretata come il mezzo con cui il corpo si difende dalle malattie.
Una delle prime teorie sull' immunità sosteneva che siccome l' immunità è a nostro vantaggio, deve essere diretta contro qualcosa di estraneo o di esterno al corpo. Gli immunologi presumevano che l'immunità potesse essere diretta esclusivamente contro entità estranee. Questa teoria suggerì l'esistenza di un qualche meccanismo con cui il corpo è in grado di distinguere se stesso dall'altro. Al giorno d'oggi denominiamo quella risposta immune "discriminazione tra self e non-self".
Ad ogni modo, 40 anni fa scoperte fondamentali hanno stravolto la dottrina sulla distinzione tra self e non-self. Abbiamo osservato che in numerose circostanze, la risposta immunitaria è diretta contro entità che appartengono al corpo dell' ospite stesso, non a entità estranee. Sembrava poco probabile e perfino contraddittorio. Tuttavia, questo è esattamente quello che scoprimmo: ci sono alcune situazioni in cui il sistema immunitario attacca il corpo dell' ospite stesso. L'ospite può essere un animale o un essere umano. Definiamo questo fenomeno "autoimmunità". "Autoimmunità" non è altro che la risposta immunitaria diretta contro il corpo del paziente stesso.
Lasciatemi definire un secondo termine per voi, "malattia autoimmune". I termini "autoimmunità" e "malattia autoimmune" non esprimono esattamente lo stesso concetto. Una "malattia autoimmune" è un squilibrio che si manifesta come conseguenza dell' "autoimmunità" - una malattia causata da una risposta immunitaria rivolta contro il corpo del paziente stesso.
Autoimmunità naturale
A questo punto, definendo così una malattia autoimmune dico implicitamente che ci può essere autoimmunità senza malattia autoimmune. Infatti sappiamo che l'autoimmunità non è assolutamente poco diffusa ma è presente in tutti noi. Ognuno di noi possiede un certo livello di autoimmunità naturale, che non sembra ci danneggi in alcun modo. Solo in una minoranza di casi l' autoimmunità arreca veramente danno al corpo, procurando la malattia.
Quindi per svelare i misteri dell'autoimmunità i ricercatori si stanno chiedendo da dove derivi l'autoimmunità.
Che cosa porta il corpo ad indurre una risposta immune contro se stesso? Quali sono le circostanze, i meccanismi, e le cause che inducono questo fenomeno chiamato autoimmunità? Le risposte si trovano con la comprensione del sistema immunitario. Abbiamo bisogno di sapere molto di più su come il corpo innesca reazioni immunitarie.
Sappiamo parecchio ma non è abbastanza. Dobbiamo capire come fa il corpo in condizioni normali a discriminare self e non-self.
Inoltre i ricercatori devono capire quali fattori nella risposta immunitaria talvolta inducono l'insorgere della malattia. Così come non saremmo mai stati in grado di controllare le malattie infettive prima di aver scoperto i batteri e i virus che causano le malattie, allo stesso modo non possiamo combattere in modo efficace le malattie autoimmuni senza averne capito la causa.
Come si è sviluppata la medicina
Per capire perché le malattie autoimmuni sono apparentate è utile sapere come sia organizzato il settore della medicina nel nostro paese. Quando la medicina si è sviluppata durante il Medioevo, i medici raggruppavano le malattie in diverse categorie. Classificavano le malattie a seconda della parte del corpo colpita dalla malattia. Non erano a conoscenza del perché di una malattia ma solo del dove nel corpo questa si manifestava. Con il passare del tempo i medici si divisero in dottori specializzati nelle malattie dei polmoni, della pelle, dell'apparato intestinale, riproduttivo o urinario. Nella maggior parte dei casi, la medicina è tuttora organizzata in questo modo. Se hai problemi di cuore vai da uno specialista del cuore (un cardiologo), se hai una malattia del sistema nervoso da un neurologo, se hai una malattia della pelle da un dermatologo, e così via.
Qual è la causa dell'autoimmunità?
A cominciare da Louis Pasteur circa un secolo fa, abbiamo cominciato a capire non più solo il dove ma anche il perché le malattie si manifestano. E quando parliamo del perché le malattie si manifestano ci riferiamo alla causa o meglio alla"etiologia" di una malattia. Se ci preoccupiamo di trovare una cura per una malattia o meglio ancora di prevenirla, l' etiologia è un'informazione molto importante. Perché siamo stati in grado di tenere sotto controllo così tante malattie infettive? Perché ora conosciamo i batteri, i virus e i parassiti che causano queste malattie e possiamo produrre antibiotici e altre medicinali che attaccano in modo specifico quel determinato organismo. La scoperta dell'etiologia ha permesso alla medicina di progredire fino al stato attuale, in cui siamo in grado di trattare e anche di curare con successo molte malattie.
Al giorno d'oggi le malattie possono essere classificate in gruppi sulla base della loro etiologia o causa. Le allergie ne sono un esempio. Se hai un'allergia non importa se è un' allergia del naso (cioè febbre da fieno), se è nei polmoni (asma), se è dermatite atopica (malattia della pelle). Ti puoi rivolgere ad un allergologo, perchè tutte queste malattie hanno la stessa etiologia. Nonostante colpiscano organi diversi del corpo hanno la stessa etiologia. Notevole è il progresso che è stato compiuto raggruppando le malattie che presentano la stessa etiologia.
L'autoimmunità è una etiologia perché è una causa della malattia. Le malattie autoimmuni colpiscono molti organi del corpo. Questo è il motivo percui ci sono specialisti di molti settori della medicina che studiano l'autoimmunità. Possono essere reumatologi interessati alle articolazioni; dermatologi interessati alla pelle; cardiologi interessati al cuore, gastroenterologi interessati all'apparato gastrointestinale. Eppure l'etiologia comune di questo tipo di malattie - il morbo di Crohn dell'intestino, il lupus della pelle; l' artrite reumatoide delle articolazioni - è l'autoimmunità.
Uno degli scopi principali dell' Associazione Malattie Autoimmuni è quello di aiutarci a comprendere che tutte queste malattie, differenti come sono, nella parte del corpo in cui si localizzano, nel modo in cui si manifestano, sono apparentate, perché hanno la stessa etiologia. Sono tutte causate dall'autoimmunità. L'unico modo per trovare trattamenti efficaci è quello di curare la causa della malattia, non i suoi sintomi.
Nella maggior parte dei casi le malattie autoimmuni, diversamente da altre malattie, non hanno una semplice singola causa. Solitamente vengono causate con il coinvolgimento di due tipi di fattori: genetici ed ambientali. Quasi ogni malattia autoimmune è una combinazione di entrambi.
Il fattore genetico
Prima di tutto, la genetica. La genetica gioca un ruolo nello sviluppo delle malattie autoimmuni, tuttaviaqueste ultime non sono malattie genetiche classiche. Qual è una malattia genetica tipica? Lla maggior parte di noi ha sentito parlare della "anemia falciforme" una malattia genetica. Le vittime di questa malattia sono portatrici di una mutazione genetica precisa. Se si eredita questa mutazione da un genitore si è portatori della caratteristica cellula falciforme.
Se si eredita la mutazione da entrambi i genitori si manifesta la malattia. Conosciamo il gene mutato e inoltre sappiamo molto bene come funziona. In conclusione conosciamo l'etiologia di questa malattia.
Nel caso delle malattie autoimmuni la genetica non funziona in questo modo. Infatti, i geni coinvolti in una malattia autoimmune sono molti e ci sono geni che, insieme, aumentano la probabilità di ereditare una malattia autoimmune. Come facciamo a sapere che le malattie autoimmuni hanno una base genetica? Ci sono tre osservazioni che ci indicano che le malattia autoimmuni sono genetiche.
Familiarità
La prima osservazione consiste nel fatto che spesso le malattie autoimmuni si manifestano in famiglie. Se c'è un caso di malattia autoimmune in famiglia, ce ne sono probabilmente altri. In realtà, non c'è familiarità per una particolare malattia autoimmune ma c'è una tendenza all'autoimmunità. Un componente della famiglia potrebbe avere il lupus, un'altro il morbo di Sjoegren un terzo l'artrite reumatoide. Questa è la prima osservazione a favore di un coinvolgimento genetico e ne siamo a conoscenza da anni. Se ai pazienti che vengono da noi chiediamo "ci sono altre malattie autoimmuni in famiglia?" - e di fatto dobbiamo elencare queste malattie perchè la gente non sa che sono tutte autoimmuni - di solito rispondono "Sì, mia zia aveva problemi alla tiroide, mia nonna il morbo di Crohn, ..."
Studio dei gemelli
Gli scienziati hanno osservato anche i gemelli. Mettiamo a paragone due tipi di gemelli: quelli geneticamente identici e quelli non-geneticamente identici chiamati gemelli fraterni. Se qualcosa è causato da fattori ambientali non ci dovrebbe essere differenza tra gemelli identici e fraterni. Di conseguenza, se si riscontra una differenza la componente genetica è coinvolta. Questi studi genetici sono stati eseguiti per molte malattie autoimmuni con risultati analoghi. I geni partecipano al 50% del rischio di sviluppare una malattia autoimmune. In altre parole, se hai una predisposizione genetica all'autoimmunità, hai da 2 a 5 volte più probabilità di svilupparla rispetto ad un altro - non 100% ma neanche 0%. In conclusione la componente genetica svolge un ruolo importante.
Fattori HLA
La seconda osservazione che ci indica in che modo i nostri geni incidano sulla probabilità di ereditare una malattia autoimmune sia chiama associazione con l'HLA. L'HLA è il gruppo di geni più importante per distinguere un essere umano da un altro. L'elemento che genera le differenze fisiche più significative tra individui è il "complesso di istocompatibilità". Chiamiamo i geni che danno luogo a queste differenze "geni del complesso principale di istocompatibilità." o MHC (major histocompatibility complex). Ogni specie ha un MHC, un gene principale di istocompatibilità. Negli esseri umani, questo si chiama HLA.
Quando dobbiamo traspiantare dei tessuti, come ad esempio del fegato o del cuore, compiamo di regola un'analisi sul tipo di HLA. In linea di massima non si può accettare un fegato od un cuore da qualcun altro se non azzerando la risposta immunitaria. Questo fatto è molto importante, perché la suscettibilità all'autoimmunità è associata al tipo di HLA. Quest'ultimo rappresenta il più importante marcatore genetico singolo per stimare la suscettibilità alle malattie autoimmuni.
Non soltanto una malattia umana
La terza osservazione a favore di un ruolo dei geni nelle malattie autoimmuni è la presenza di quest' ultime non solo negli esseri umani ma anche negli animali. Possiamo far accoppiare gli animali in modo tale da ottenere le informazioni genetiche che ci interessano. Ne deduciamo che gli stessi risultati siano validi per gli esseri umani. Negli animali, l' equivalente dell'HLA determina la suscettibilità; ed essere portatori di questo marcatore di fatto ci permette di predirre il manifestarsi di una malattia autoimmune. Negli essere umani, non siamo ancora allo stesso livello, perché non ci sono abbastanza informazioni disponibili per poter dire "a causa del tuo fattore HLA avrai una malattia autoimmune". Possiamo ad ogni modo dire che hai una più alta probabilità che questo avvenga. In conclusione, stiamo raggiungendo un punto in cui possiamo quasi predire chi ha più o meno probabilità di sviluppare una malattia autoimmune.
Fattori ambientali
La genetica spiega all'incirca il 50% del rischio di sviluppare una malattia autoimmune. L' altro 50% è dovuto agli agenti ambientali che possono scatenare il processo. Sfortunatamente conosciamo pochi dei fattori scatenanti. Sappiamo che alcuni medicinali possono indurre il lupus. Sappiamo che certe sostanze presenti nell'ambiente come i silicati, possono indurre lo scleroderma. Sospettiamo che determinati componenti presenti nella dieta, come lo iodio, possano esarcebare i sintomi delle malattie alla tiroide. Di fatto solo ora cominciamo a chiarire l'altra metà della storia, quella ambientale. Penso che nel prossimo decennio questo sarà un capitolo ugualmente affascinante nella vicenda delle malattie autoimmuni.
In breve, questo è ciò che le malattie autoimmuni hanno in comune. E questo è il motivo per cui riteniamo profondamente necessaria la presenza di una organizzazione come l' "Associazione per le malattie Autoimmuni" ("Autoimmune Diseases Association") che porta a contatto e riunisce tutte le ricerche, tutti i ricercatori e i medici così come i pazienti interessati alle malattie autoimmuni. E allora cominciamo a rispondere alle domande sull'etiologia per giungere alla radice del problema.







Associati Ora!
Christine Gammon nata a Londra il 15/4/55 si è sposata in Italia e vive con la famiglia in Abruzzo. Nel 1995 fece parte del Comitato per i malati di S.M. e nel 96 fondò Apai. Ottenne il Decreto Legge nel mese di Dicembre 98 a favore dei malati per poter usufruire dei farmaci anche senza specifiche indicazioni (tipo interferone …)