Goeteborg (Svezia) ha ospitato per l'anno 2010 il congresso dell'ECTRIMS (Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla). E' stato toccato il record di partecipanti -alcune migliaia-, record che da una parte mostra il crescente interesse a livello mondiale per la sclerosi multipla, dall'altra è indice dei consistenti investimenti che molte case farmaceutiche fanno nel far conoscere e promuovere commercialmente i propri prodotti.
Tra le voci di coloro che hanno mirato a meglio comprendere la causa della malattia vi è stata quella del gruppo della ricercatrice italiana Francesca Aloisi, dell'Istituto Superiore di Sanità (Roma), che ha ulteriormente approfondito la modalità attraverso la quale il virus di Epstein-Barr può interagire con il sistema immunitario ed il sistema HLA. Non escluderei che in un prossimo futuro proprio da questo filone si possa giungere a quelle novità rilevanti che noi tutti attendiamo.
Un'altra "novità" è stata quella del prof. Zamboni, chirurgo vascolare, che tanta eco ha avuto negli ultimi tempi sui mezzi di comunicazione italiani. Al di la di quella che potrà essere la ponderata valutazione futura delle sue idee e della sua terapia, non vi è dubbio che la sua voce è stata una pietra nello stagno in un contesto che tende un po' troppo ad avvitarsi su se stesso dando l'impressione di un quasi stallo di idee innovative. Il prof. Otto Hommes, come al solito, non ha mancato di captare il senso di novità che è insita nella "cura Zamboni" e ha dedicato ad essa l'intera sessione della "European Charcot Foundation Satellite Symposium". Non vi sono state delle conclusioni definitive a questo riguardo. Certamente ha colpito il fatto che altri ricercatori, estranei al gruppo di Zamboni, non ne abbiano confermato i risultati. Tra questi un gruppo proveniente da Padova. Questa disparità di risultati rende importante il fatto che sperimentazioni cliniche rigorose siano state avviate (o stiano per essere avviate) in varie parti del mondo, Italia inclusa. Da esse verranno quelle chiarificazioni definitive che tanti ammalati attendono con ansia.
Questo congresso è stato caratterizzato anche da due acquisizioni pratiche abbastanza importanti. La prima ha focalizzato in maniera convincente il ruolo che la vitamina D ha nella malattia, la seconda l'importanza del fumo di tabacco nel peggiorarne l'andamento. In passato non si sospettava che la vitamina D potesse avere tanta importanza nella prevenzione dell'insorgere della malattia e delle sue ricadute. Non si avevano neppure chiare evidenze che il fumo di sigaretta avesse, al contrario, una influenza negativa. Queste due acquisizioni possono avere da subito delle importanti e semplici applicazioni, incoraggiando i pazienti a smettere di fumare e a fare un uso adeguato di vitamina D, ovviamente dietro valutazione e prescrizione del medico curante. Questa vitamina infatti non può e non deve essere usata come autoprescrizione a causa dei possibili effetti collaterali potenzialmente pericolosi.
Prof. A. R. Massaro





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Christine Gammon nata a Londra il 15/4/55 si è sposata in Italia e vive con la famiglia in Abruzzo. Nel 1995 fece parte del Comitato per i malati di S.M. e nel 96 fondò Apai. Ottenne il Decreto Legge nel mese di Dicembre 98 a favore dei malati per poter usufruire dei farmaci anche senza specifiche indicazioni (tipo interferone …)